Studio KV Naturopatia & Estetica Specialistica  - di Katia Vaccaro


LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Negli ultimi anni il problema delle intolleranze alimentari ha cominciato a farsi sentire in modo sempre maggiore a causa della rapida diffusione del moderno stile di vita alimentare che ha portato nelle nostre tavole cibi sempre più poveri di nutrienti ma ricchi di calorie e pieni di ingredienti raffinati, additivi e inquinanti. Nonostante stia crescendo l’interesse e la cultura del mangiare “bene” e ci sia una maggiore consapevolezza circa il legame esistente tra salute e alimentazione, l’argomento risulta ancora sconosciuto a molti o, peggio ancora, estremamente sottovalutato. Eppure a soffrirne sono in molti, magari inconsapevolmente, data l’estrema varietà di sintomi che l’intolleranza alimentare può comportare; non è detto infatti che si manifesti solo con disturbi a livello intestinale, quali crampi, coliche, gonfiore, diarrea ecc., ma le problematiche possono essere le più svariate e coinvolgere tutti i distretti ed organi del corpo. Ecco che allora sintomi di origine apparentemente sconosciuta quali continui mal di testa, frequente muco nasale, bronchiti e riniti ricorrenti, otiti, acne ed eruzioni cutanee, alterazioni di peso, stanchezza cronica, insonnia, cistiti e vaginiti recidivanti e molti altri ancora, possono essere tutte manifestazioni di un’intolleranza del nostro organismo ad uno o più alimenti. Quel che è peggio è che sono proprio i cibi che consumiamo abitualmente e più frequentemente i maggiori implicati nell’insorgenza del problema.

Che cos’è un’intolleranza alimentare
Per intolleranza alimentare si intende una risposta alterata del sistema immunitario che insorge in seguito all’ingestione di un alimento, una sorta di reazione avversa ad una sostanza riconosciuta come estranea e nociva. Ma tale definizione non deve confonderla con l’allergia; in quest’ultima,  basta la sola esposizione a piccole quantità dell’alimento incriminato per scatenare una risposta immunitaria immediata e acuta con sintomi chiari ed evidenti. Nell’intolleranza alimentare invece, tale reazione è a “scoppio ritardato” e in tal caso si stabilisce uno stato di leggera e costante infiammazione cronica silente, conseguenza della ripetuta e continua assunzione di uno stesso cibo. Quando il perdurare di tale stato infiammatorio, accumulandosi giorno dopo giorno, supera un certo limite, si scatena l’insorgenza del disturbo. Le ragioni di tale reazione lenta sono imputabili al tipo di anticorpi coinvolti: le immunoglobuline di tipo IgG (in particolare IgG4) e IgA che avviano una risposta immunitaria costante, di bassa intensità e che resta a lungo silente, dando il tempo alle sostanze infiammatorie e agli anticorpi prodotti di raggiungere i più svariati organi e tessuti.

La mucosa intestinale: ove nascono le intolleranze

Tutto ha origine dalla mucosa intestinale, luogo di contatto tra il mondo esterno, rappresentato dagli alimenti ingeriti, ed il mondo interno, costituito dal flusso sanguigno e dai nutrienti che vi circolano. Oltre alla nota funzione digestiva, l’intestino è implicato anche nel ruolo di difesa dell’organismo, comportandosi come un filtro selettivo capace di discriminare ciò che è utile da ciò che è dannoso e deve essere scartato. Tale difesa si realizza per tre ragioni fondamentali: 1) la presenza di flora batterica, 2) la barriera selettiva costituita delle cellule della mucosa, 3) l’esistenza di un sistema linfatico associato alla mucosa, sede di un’efficiente risposta immunitaria. Una ricchissima schiera di batteri residenti “buoni” abita nella mucosa intestinale e compete per spazio e nutrienti con i microrganismi patogeni, impedendone l’adesione e la proliferazione. Inoltre, la flora batterica produce sostanze difensive (batteriocine) utili a tutto l’organismo ed elabora importantissimi enzimi digestivi. Ma c’è di più: l’epitelio della mucosa, esteso per 300 mq, è il filtro difensivo più importante dell’organismo. E’ formato da cellule (enterociti) saldamente adese le une alle altre, grazie a delle strutture dette “giunzioni serrate”, che creano una vera e propria barriera selettiva in grado di bloccare l’ingresso delle sostanze che sfrutta gli spazi intercellulari e consentendo il passaggio solo attraverso le cellule stesse, mediante specifici trasportatori. Intessuta nell’epitelio, per intervenire immediatamente all’erroneo ingresso di sostanze non idonee, vi è una fitta rete di vere e proprie cellule difensive appartenenti al GALT (dall’inglese Gut Associated Lymphoid Tissue), il sistema immunocompetente associato alla mucosa intestinale, che si attivano al contatto con la sostanza estranea, dando vita alla risposta infiammatoria. Se la mucosa intestinale rimane integra in tutti i suoi aspetti fondamentali (flora microbica, epitelio, giunzioni serrate e GALT), l’organismo è protetto dall’ingresso di sostanze dannose; in caso contrario possono crearsi le condizioni per l’insorgenza di intolleranze alimentari. Errato stile di vita e scorretta alimentazione alterano nel tempo l’integrità della mucosa intestinale facendo venir meno la sua capacità di barriera selettiva: è così che si crea il presupposto per l’insorgenza dell’intolleranza alimentare. Molti sono i fattori coinvolti, unico il risultato: le giunzioni tra le cellule si lassano, le maglie del filtro si allargano e così viene lasciato libero il passaggio a particelle di cibo non completamente digerite, a tossine, a patogeni...che fanno il loro indesiderato ingresso nell’organismo; questa è quella che viene definita “sindrome dell’intestino gocciolante” (dall’inglese leaky gut syndrom). All’origine vi è sempre la compromissione della flora batterica residente; qualunque fattore ne alteri l’equilibrio può aprire dei “varchi” nella barriera che permettono il passaggio di sostanze e lo sviluppo di intolleranze . Ecco che allora, già nell’infanzia, un mancato o insufficiente allattamento al seno, o errori nel corso dello svezzamento, bastano per determinare sin dall’inizio un “terreno” fragile. All’alterazione della flora microbica concorrono: abuso di farmaci (antiulcera, lassativi, antinfiammatori e, primi fra tutti, antibiotici); errato stile di vita alimentare accompagnato dall’assunzione di cibi oggi sempre più ricchi di additivi chimici e pesticidi; presenza diffusa di metalli pesanti; stress; candidosi sistemica, un’infezione causata da un fungo (la candida) che diventa aggressivo, invadendo la mucosa e penetrando nella barriera intestinale, proprio quando l’azione difensiva della microflora viene meno. Questi fattori, e molti ancora, alterano l’integrità difensiva e filtrante della mucosa, distruggono la flora, favorendo l’insediamento e l’aggressione dei microrganismi patogeni e incidono negativamente sulla produzione di enzimi digestivi; la mucosa intestinale, sempre più simile ad un “colabrodo”, permette così anche alle sostanze dannose (macromolecole alimentari comprese) di passare indisturbate.


Il ruolo di pancreas, fegato e reni

La mucosa intestinale è il luogo dove si gioca la partita delle intolleranze alimentari. L’intossicazione parte da lì, perché in quella sede si ha il passaggio di ciò che dovrebbe invece essere scartato. Altri organi sono però coinvolti, chi prima e chi dopo: si tratta soprattutto di pancreas, fegato e reni. Il pancreas produce un succo ricchissimo di enzimi indispensabili per la completa demolizione delle macromolecole alimentari; ma stress e alimentazione raffinata, ricca di veleni e povera di cibi vitali, incidono sulla sua funzionalità, predisponendo a difficoltà digestive che si riflettono sul permanere nell’intestino di macromolecole indigerite e come tali “non tollerate”. Il ruolo del fegato e dei reni si realizza invece dopo il superamento della barriera intestinale. Il fegato riceve direttamente il sangue, carico dei prodotti della digestione, proveniente dall’intestino e, come una vera e propria centrale di depurazione, metabolizza tutti i nutrienti utili mentre disattiva e neutralizza le sostanze tossiche. I reni sono i filtri attraverso i quali avviene la depurazione del sangue e la definitiva espulsione dal corpo, con le urine, di tutto ciò che è inutile e nocivo. Quando si instaura un’intolleranza alimentare, aumenta la quantità delle sostanze indesiderate che devono essere eliminate (macromolecole di alimenti indigeriti, complessi antigene-anticorpo, mediatori dell’infiammazione, ecc.) e si fa maggiore il carico di lavoro di tali organi. A lungo andare lo stress del sovraccarico può renderli meno efficienti facendo venir meno la loro azione detossificante. Il risultato è che tossine rimangono in circolo, libere di raggiungere altri organi e tessuti, con conseguenze negative che, come visto all’inizio, possono farsi sentire a carico del sistema nervoso, dell’apparato respiratorio, della sfera intima, della pelle ecc., ossia in luoghi che sembrano assolutamente, ed erroneamente, scollegati dall’intestino e dall’alimentazione. A questo punto, per le considerazioni sopraccitate un approccio veramente valido in termini di efficacia, come soluzione definitiva, dovrà agire su tutti i fattori coinvolti, a partire comunque dall’intestino, di cui è necessario ristabilire l’integrità funzionale. La natura può ancora una volta correre in aiuto in tal senso con elementi di provata efficacia in entrambi i fronti.